
Penne alla Boscaiola
I viaggi mi stressano, e tornato dalle rive del Ghange ho voluto farmi del bene....
Dopo tutti quei troiai di curry e tamarindo, un bel piatto di pasta come si deve un me lo leva nissuno...
Di quello che e' successo in India durante la Rassegna dei Fachiri Mangioni del Ghange, di quello detto dalla stampa specializzata, delle sette spose per sette fratelli budelli budelli, ne parleremo un altra volta...
Adesso si mangia.
Adoro le ricette pittoriche, quelle ricette in cui, grazie al nome, il sapore si associa ad un idea visiva ad un immagine del gusto, in questo caso, per la ricetta di oggi, ai profumi del bosco. Ce ne sono a diecinaie, gli spaghetti primavera con il profumo del basilico, il risotto mari e monti dove funghi e pesce sguazzano profumosi con inpaciuta allegria, o le penne alla puttanesca dove il sapore intenso della ...beh..insomma avete capito...ok lasciamo perdere...
Le Penne alla Boscaiola si tramandano da anni e a mo' di definizione si descrivono come un misto pannoso in rossa purea con funghi e pancetta (o salsicce). Le culture e le influenze si perdon nel quando e nel mentre, e le mille interpretazioni sguaitano tenzoni a non finire.
Delizioso e succulento, e' un piatto che si accosta bene su tutto, in spiaggia per ferragosto, dopo un aperitivo di anice e pera, con le cozze, o sbrodolato a modino sulla camicia della domenica.
Le Penne alla Boscaiola, come diceva il buon Nocini Varo detto Pialla: "...ti pacia di bocca, ti aiuta di culo..."
Proveremo oggi ad andare oltre il conosciuto, elevando questo gia' sontuoso piatto verso i "...lidi alti del palato oblio" ricreandone l'essenza prima, il Deus Ex Machina della penna alla boscaiola, cercando l'anima boscaiola che racchiude, arrivando cosi alla radice vera del gusto.
Questa non e' cucina, sono antologie gustose del sapere.
Ingredienti:
- 400 g di pasta tipo penne
- 100 g di pancetta (o Salsicce) di Crodo
- 250 g di funghi porcini secchi
- 150 g di funghi di bosco a caso
- Una carniera in pecora
- 3 cucchiai di olio
- 11 olive nere
- 1 cipolla piccola
- 1 Busta della CooP
- 30 g di burro
- 1 bicchiere di panna
- 1 Ascia da Legna del 7
- 50 g di formaggio parmigiano grattugiato
Per chi non lo sapesse, la carniera e' la sacca per le prede di ogni cacciatore. Nasce come sacca aderente da schiena con accesso laterale, ma oggi la si trova incorporata nei giacchetti sportivi, ma noi preferiamo quella vera, fatta di pelle d'animale, che mantiene e trasmette il servatico insomma... di pecora poi...aiuta davvero!
La ricetta e' semplicissima e si compone di due fasi: Il Ribollo e la Cottura.
Il Ribollo e' il segreto del successo della vera penna alla boscaiola.
Si raccolgono tutti gli ingredienti tutti insieme e si mettono nella carniera. Fatto fagotto (da qui nasce infatti la famosa espressione) si parte a piedi e ci si reca nel bosco piu' vicino.
Lungo la strada fermatevi a raccogliere i funghi che vi piacciono, per forma e colore, aggiungeranno aroma al piatto. Spogliatisi dei vestiti e con la carniera a contatto della pelle a stimolar tenzone, impugnate l'ascia, sputatevi in mano e iniziate a spaccare legna alla grande finche' non si iniziate a grondare di sudore come tacchini al sole.
A quel punto si dovra' fare attenzione che tutto il sudore trasudi nella carniera, la quale, rorida del nostro sgocciolo, risvegliera' gli aromi di un tempo e tra puzzo vostro e quello della carniera, il ribollo trasferira' agli ingredienti il vero sapore di bosco e boscaiolo.
Alla sera, piegati in due dalla fatica, ci si toglie la carniera e la si richiude nella busta della CooP facendo attenzione a non perder nulla... La legna se vi serve prendetela altrimenti lasciatela li... a qualcuno puo' sempre servire no??
A questo punto affamati come biscie si arriva cosi alla seconda fase, quella della Cottura.
Tornati a casa infatti, si svuota la carniera nella pentola strizzandola bene bene e si aggiunge acqua fredda pian pianino, facendo cuocere il tutto nei suoi aromi.
Appena svuotata la carniera, immergetela nell'acqua fredda e strizzatecela bene lasciandola in ammollo; l'acqua "incarnierata" vi servira'per rabboccare la pasta ognitanto durante la cottura.
Servire ben calda con una bella spruzzata di Prezzemolo Dentino. Se non godete con una pasta cosi fatevi curare....
La doccia, eventualmente, la si fa, ma rigorosamente dopo cena.